Creare un agente AI personale da zero: guida completa puntata 1
Ragazzi, lo dico chiaro e tondo: se non iniziate adesso a costruire il vostro agente AI personale, rischiate seriamente di rimanere indietro. Non è una provocazione, è quello che vedo succedere nel mondo del lavoro e quello che continuerò a ripetervi finché non vi sarà chiaro al cento per cento. Io prevedo — e me ne assumo la responsabilità — che entro il 2027 il mondo del lavoro sarà completamente trasformato da queste tecnologie. Non è fantascienza, è quello che sta già succedendo sotto i nostri occhi.
Da oggi parte una nuova serie su StefanoTech.it e sul canale YouTube dedicata esattamente a questo: costruire passo dopo passo il vostro agente di intelligenza artificiale personale. Un agente che lavora per voi, che automatizza le cose noiose, che vi aiuta a costruire il vostro progetto personale. E sì, lo ripeto: chiunque può farlo, anche senza un background tecnico specifico. Perché una volta che avrete configurato correttamente la vostra AI, basterà dirle cosa volete in modo naturale e lei penserà alla parte tecnica al posto vostro.
In questa prima puntata vi spiego le fondamenta: dove far girare il vostro agente AI, quale strumento usare e come mantenere una sessione persistente attiva 24 ore su 24, 7 giorni su 7. Senza questi elementi, tutto il resto non sta in piedi. Partiamo.
Perché creare un agente AI personale è fondamentale oggi
Sento spesso dire "aspetto che la situazione si stabilizzi" oppure "prima voglio capire bene come funziona". Capisco il ragionamento, ma vi dico la mia opinione diretta: questa è esattamente la mentalità che vi farà perdere il treno. L'onda dell'intelligenza artificiale non aspetta nessuno. O ci agganciamo adesso, o ci travolge.
Il paradigma che il mondo del lavoro seguirà nei prossimi anni è già scritto. Chi saprà usare questi strumenti per costruire un proprio progetto, una propria fonte di reddito, un proprio business personale — anche piccolo — avrà un vantaggio enorme rispetto a chi non lo farà. E la cosa bella è che oggi, grazie agli agenti AI, non servono più competenze informatiche avanzate per realizzare qualcosa di concreto. Io sono ingegnere informatico, quindi ovviamente ho un background che aiuta su configurazioni, server, sviluppo. Ma quello che vi insegnerò in questa serie è pensato per funzionare anche partendo da zero.
Una volta configurata correttamente la vostra AI, andrete semplicemente a chiederle le cose a livello semantico e lei svilupperà tutta la parte tecnica per voi.
Perché NON usare il vostro portatile di casa per far girare l'agente AI
Prima di dirvi cosa usare, vi dico cosa non usare. E lo metto come punto fisso di tutta questa serie.
L'idea di prendere un vecchio portatile che non usate più e farci girare sopra il vostro agente AI sembra comoda. In realtà è una scelta che porta una serie di problemi che non potete permettervi:
- Privacy: un dispositivo casalingo con le vostre informazioni personali non è il posto giusto dove far girare uno strumento con accesso ai vostri dati e ai vostri progetti.
- Affidabilità: il portatile si spegne, va in standby, si surriscalda. Non potete garantire uptime costante.
- Connessione: la vostra connessione di casa può cadere, rallentare, avere problemi. L'agente si blocca.
- Corrente elettrica: un'interruzione di corrente e avete perso tutto quello che stava facendo.
La soluzione corretta — e quella che useremo in tutta la serie — è un VPS, Virtual Private Server.
Cos'è un VPS e quale scegliere per il vostro agente AI
Un VPS è un server virtuale privato che acquistate tramite un abbonamento mensile da un provider. Rimane acceso 24 ore su 24, 7 giorni su 7, con una connessione stabile e un IP pubblico fisso. Voi non ci pensate, lui gira.
Non vi suggerisco un provider specifico perché non faccio video sponsorizzati e non voglio condizionarvi. Cercate quello che preferite: per quello che dobbiamo fare qui, il provider conta poco. Conta molto di più rispettare tre requisiti, e su questi non si transige.
- Deve essere a pagamento, non gratis. I piani gratuiti hanno limiti, si spengono, vi mollano sul più bello. Un abbonamento mensile, anche il più economico, è la base per avere il server sempre a disposizione.
- Deve essere "non gestito" (unmanaged). Il provider non deve mettere mano al vostro server: partite da una macchina vergine con una semplice immagine di Linux appena installata, e dentro fate quello che volete voi.
- Non serve potenza. Qui non ci basiamo sulla potenza di calcolo, quindi potete partire dall'opzione più economica in assoluto: anche un dual core con 1 GB di RAM va benissimo.
Una volta acquistato il VPS, il provider vi darà un IP pubblico e una password per accedervi. Da lì partiamo.
Collegarsi al VPS e installare Claude Code
Il primo passo è collegarsi al server via SSH. Il comando di base è questo:
ssh utenza@IP-del-serverVi verrà chiesta la password del server e siete dentro. Io personalmente, per una questione di sicurezza, accedo con una chiave SSH crittata invece della password — è più sicuro — ma se non volete complicarvi la vita all'inizio, il comando qui sopra va benissimo. Su come configurare una chiave SSH trovate guide ovunque online, non mi ci dilungo qui o il video diventa infinito.
Una volta dentro il server, con la sua installazione Linux pulita, installiamo i prerequisiti nell'ordine giusto:
- Installiamo NVM (Node Version Manager).
- Con NVM installiamo Node.js.
- Infine installiamo Claude Code globalmente con npm:
npm install -g @anthropic-ai/claude-codeFatto questo, avete a disposizione il comando claude per lanciare il vostro agente. Sembra tutto pronto… e invece qui arriva il problema vero.
Il problema delle sessioni SSH
Questo è lo scoglio contro cui mi sono sbattuto io e contro cui vi sbatterete anche voi: nel momento in cui chiudete la sessione SSH, tutto quello che avevate lanciato lì dentro viene terminato. Vi disconnettete, chiudete il terminale, cade la linea… e Claude Code si ferma.
Volendo tenere il nostro agente in funzione perennemente, questo è inaccettabile. Ci serve un modo per far girare Claude in una sessione che resti viva anche quando noi non siamo collegati. Ed è qui che entra in gioco tmux.
tmux: la sessione che non muore mai
tmux ci permette di gestire una sessione perenne sul server, indipendente dalla nostra connessione SSH. Si installa con i diritti di amministratore:
sudo apt install tmuxPoi creiamo una nuova sessione — chiamatela come volete, io nell'esempio la chiamo claude:
tmux new -s claudeCi ritroviamo dentro una sessione separata sul server. Qui lanciamo Claude con il comando claude e lo lasciamo partire. Adesso la parte fondamentale: non dovete chiudere questa sessione. Per uscirne lasciandola viva si fa il "detach": premete Ctrl+B e poi D.
Da questo momento quella sessione resta attiva per sempre, qualsiasi cosa facciate: aprite un terminale, lo chiudete, vi disconnettete, fate exit e logout dall'SSH… lei continua a girare in background sul server.
Per riagganciarvi quando volete, il comando è semplicissimo:
tmux attach -t claudePremete invio e siete di nuovo dentro la vostra sessione, con Claude Code esattamente dove l'avevate lasciato — storico della conversazione compreso. Vi accorgete di essere in tmux dalla barra colorata in basso. Per darvi un'idea: sul mio server ho una sessione che gira ininterrottamente da almeno due mesi, senza averla mai spenta, con tutto il contesto del lavoro che ci ho fatto sopra.
Quando avete finito, di nuovo Ctrl+B poi D per sganciarvi, e potete fare exit dall'SSH in tutta tranquillità. La sessione permane.
Cosa abbiamo ottenuto (e la prossima puntata)
Ricapitolando: abbiamo deciso dove far girare l'agente (un VPS, non il portatile di casa), abbiamo installato Claude Code, e con tmux abbiamo una sessione perenne che ci garantisce un agente AI attivo 24 ore su 24, 7 giorni su 7, senza rischi di disconnessioni, portatili che si spengono o cali di corrente.
Nella prossima puntata arriva quella che secondo me è la parte più potente: vi mostro come configurare Claude dentro questa sessione tmux per poterci interagire direttamente dall'app dello smartphone. È così che lavoro io: mi viene un'idea mentre cammino o faccio altro, apro il telefono e chatto con il mio agente sul server come se fosse un collaboratore. Vi assicuro che la produttività fa un balzo da 100x.
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